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anno 2° numero 35 del 05 GIUGNO 2011
ASCENSIONE del SIGNORE

Liturgia di oggi

Introduzione
La celebrazione del mistero pasquale non può rimanere un episodio senza conseguenze nella nostra vita. Come i discepoli sul monte di Galilea possiamo a volte dubitare, possiamo sentirci smarriti dopo la grande festa della resurrezione.

Tuttavia, anche nell’ordinarietà della nostra vita e della vita della Chiesa, Cristo non ci abbandona mai. Egli è una presenza costante, che ci convoca e ci accompagna nella nostra missione nel mondo.

Prima lettura - At 1,1–11: Fu elevato in alto sotto i loro occhi.

Luca comincia il racconto degli atti degli apostoli narrando l’ascensione al cielo di Gesù. L’allontanamento fisico del Risorto segna l’inizio dell’opera missionaria dei suoi discepoli e della Chiesa.

Dal Salmo 46 - Ascende il Signore tra canti di gioia.

Il salmista paragona Dio a un grande re e ci invita a gioire della sua potenza che è sempre al servizio della pace.

Seconda lettura - Ef 1,17–23: Lo fece sedere alla sua destra nei cieli.

Paolo intercede per i fedeli della comunità di Efeso e chiede che possano conoscere Dio in profondità. Questa conoscenza è comprensione del mistero trinitario, della chiesa e della speranza dei cristiani.


Riflessione sul vangelo 
Mt 28,16–20:

A me è stato dato ogni potere in cielo e sulla terra. Gesù convoca i suoi undici discepoli rimasti in Galilea dove li aveva incontrati per la prima volta e dove aveva iniziato con loro la sua predicazione. Su quel monte si rivela nella sua potenza divina, e da lì li invia in missione, promettendo loro la sua presenza costante nei secoli.

Approfondimenti:
IL SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE

Con il Battesimo e l'Eucaristia, il sacramento della Confermazione costituisce l'insieme dei «sacramenti dell'iniziazione cristiana », la cui unità deve essere salvaguardata. Bisogna dunque spiegare ai fedeli che la recezione di questo sacramento è necessaria per il rafforzamento della grazia battesimale. Infatti, « con il sacramento della Confermazione i battezzati]vengono vincolati più perfettamente alla Chiesa, sono arricchiti di una speciale forza dallo Spirito Santo, e in questo modo sono più strettamente obbligati a diffondere e a difendere con la parola e con l'opera la fede come veri testimoni di Cristo».
Più volte Cristo ha promesso l'effusione dello Spirito, promessa che ha attuato dapprima il giorno di Pasqua e in seguito, in modo più stupefacente, il giorno di Pentecoste. Pieni di Spirito Santo, gli Apostoli cominciano ad annunziare «le grandi opere di Dio» (At 2,11) e Pietro afferma che quella effusione dello Spirito sopra gli Apostoli è il segno dei tempi messianici. Coloro che allora hanno creduto alla predicazione apostolica e che si sono fatti battezzare, hanno ricevuto, a loro volta, il dono dello Spirito Santo. Per meglio esprimere il dono dello Spirito Santo, ben presto all'imposizione delle mani si è aggiunta una unzione di olio profumato (crisma).
Tale unzione spiega il nome di « cristiano » che significa « unto » e che trae la sua origine da quello di Cristo stesso, che « Dio consacrò [ha unto] in Spirito Santo » (At 1- 0,38). Questo rito di unzione è rimasto in uso fino ai nostri giorni sia in Oriente sia in Occidente. Perciò in Oriente questo sacramento viene chiamato Crismazione, unzione con il crisma. In Occidente il termine Confermazione suggerisce che questo sacramento nel medesimo tempo conferma il Battesimo e rafforza la grazia battesimale.
Per mezzo di questa unzione il cresimando riceve « il marchio », il sigillo dello Spirito Santo. Il sigillo è il simbolo della persona, il segno della sua autorità.
Cristo stesso si dichiara segnato dal sigillo del Padre suo. Anche il cristiano è segnato con un sigillo: «È Dio stesso che ci conferma, insieme a voi, in Cristo, e ci ha conferito l'unzione, ci ha impresso il sigillo e ci ha dato la caparra dello Spirito nei nostri cuori » (2 Cor 1,21-22). Questo sigillo dello Spirito Santo segna l'appartenenza totale a Cristo, l'essere al suo servizio per sempre, ma anche la promessa della divina protezione nella grande prova escatologica. (tratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

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