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anno 2° numero 37 del 19 GIUGNO 2011
SANTISSIMA TRINITA'

Liturgia di oggi

Introduzione
Gesù ci ha rivelato un Dio che vuole la salvezza dell’umanità e che opera perché essa si realizzi. Nella storia della salvezza, dalla Genesi all’Apocalisse, Dio si è rivelato come mistero di amore e comunione, cioè come il Dio Trinità, Padre Figlio e Spirito Santo.

Venendo incontro all’uomo nella sua storia, il Dio trinitario chiama l’umanità e la immette nella sua stessa intimità per condividere con essa l’amore e la comunione che lega le tre persone della Trinità.

Prima lettura - Es 34,4b–6.8–9: Il Signore, il Signore, Dio misericordioso e pietoso.

Mosè sale per la seconda volta sul monte Sinai, dopo che il popolo ha tradito Dio adorando il vitello d’oro. Nonostante l’infedeltà del popolo di Israele il Signore non viene meno alle sue promesse e si rivela come il Dio della misericordia.

Salmo - Dn 3,52–56: A te la lode e la gloria nei secoli.

L’inno celebra il Signore come il Dio di tutte le cose. La storia e la natura danno gloria al suo nome.

Seconda lettura - 2Cor 13,11–13: La grazia di Gesù Cristo, l’amore di Dio e la comunione dello Spirito Santo.

Paolo esorta a vivere l’affetto umano e l’armonia nella comunità quale segno e realizzazione concreta della comunione dei santi, frutto della partecipazione per grazia al mistero della Trinità.

Vangelo - Gv 3,16–18: Dio ha mandato il figlio suo perché il mondo sia salvato per mezzo di lui.

Rivolgendosi a Nicodemo che l’ha cercato nella notte, Gesù rivela il punto centrale del grande disegno che il Padre ha concepito per l’umanità. Egli desidera che l’uomo giunga alla salvezza e per questo ha inviato sulla terra il suo unico Figlio quale manifestazione e rivelatore dell’amore del Padre per l’umanità.

Approfondimenti
- LA PRIMA COMUNIONE -

L’INCONTRO CON GESU’

La Comunione accresce la nostra unione a Cristo. Ricevere l'Eucaristia nella Comunione reca come frutto principale l'unione intima con Cristo Gesù.
Il Signore infatti dice: « Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui » (Gv 6,56).
La vita in Cristo ha il suo fondamento nel banchetto eucaristico: « Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me » (Gv 6,57):
« Quando, nelle feste [del Signore], i fedeli ricevono il Corpo del Figlio, essi annunziano gli uni agli altri la Buona Notizia che è stata donata la caparra della vita, come quando l'angelo disse a Maria [di Magdala]: "Cristo è risorto!". Ecco infatti che già ora la vita e la risurrezione sono elargite a colui che riceve Cristo ».
Ciò che l'alimento materiale produce nella nostra vita fisica, la Comunione lo realizza in modo mirabile nella nostra vita spirituale. La Comunione alla Carne del Cristo risorto, « vivificata dallo Spirito Santo e vivificante », conserva, accresce e rinnova la vita di grazia ricevuta nel Battesimo. La crescita della vita cristiana richiede di essere alimentata dalla Comunione eucaristica, pane del nostro pellegrinaggio, fino al momento della morte, quando ci sarà data come viatico.
Come il cibo del corpo serve a restaurare le forze perdute, l'Eucaristia fortifica la carità che, nella vita di ogni giorno, tende ad indebolirsi; la carità così vivificata cancella i peccati veniali. Donandosi a noi, Cristo ravviva il nostro amore e ci rende capaci di troncare gli attaccamenti disordinati alle creature e di radicarci in lui:
« Cristo è morto per noi per amore. Perciò quando facciamo memoria della sua morte, durante il sacrificio, invochiamo la venuta dello Spirito Santo quale dono di amore. La nostra preghiera chiede quello stesso amore per cui Cristo si è degnato di essere crocifisso per noi. Anche noi, mediante la grazia dello Spirito Santo, possiamo essere crocifissi al mondo e il mondo a noi. Avendo ricevuto il dono dell'amore, moriamo al peccato e viviamo per Dio ».
Proprio per la carità che accende in noi, l'Eucaristia ci preserva in futuro dai peccati mortali. Quanto più partecipiamo alla vita di Cristo e progrediamo nella sua amicizia, tanto più ci è difficile separarci da lui con il peccato mortale.
Coloro che ricevono l'Eucaristia sono uniti più strettamente a Cristo. Per ciò stesso, Cristo li unisce a tutti i fedeli in un solo corpo: la Chiesa. La Comunione rinnova, fortifica, approfondisce questa incorporazione alla Chiesa già realizzata mediante il Battesimo. Nel Battesimo siamo stati chiamati a formare un solo corpo.
« Se voi siete il corpo e le membra di Cristo, sulla mensa del Signore è deposto il vostro mistero, ricevete il vostro mistero. A ciò che siete rispondete: Amen, e rispondendo lo sottoscrivete. Ti si dice infatti: Il Corpo di Cristo e tu rispondi: Amen. Sii membro del corpo di Cristo, perché sia veritiero il tuo Amen ».

(tratto dal Catechismo della Chiesa Cattolica)

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