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anno 2° numero 40 del 10 LUGLIO 2011
XV DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Liturgia di oggi

Introduzione
In che rapporto stanno la libertà dell’uomo e l’azione di Dio nella storia?

Gesù, come buon seminatore, ha sparso il seme della Parola dell’evangelo, e ha rivelato il volto del Padre che si prende cura dell’umanità e la chiama ad essere sua collaboratrice per l’avvento del Regno. Tuttavia, l’uomo non è un burattino nelle mani di Dio. Egli può, nella sua libertà, accogliere o rifiutare la Parola che il Padre gli rivolge attraverso il Figlio. In conseguenza di questa scelta di disponibilità o di indisponibilità, la Parola può portare frutto nel cuore degli uomini o il seme che è stato gettato può andare disperso.

Prima lettura - - Is 55,10–11: La pioggia fa germogliare la terra.

Dio non agisce coercitivamente, ma rende feconda la storia con la sua parola. Israele in esilio può avere fiducia in Dio e nella sua promessa. La sua Parola è efficace e compie ciò che dice.

Salmo 64 - Tu visiti la terra, Signore, e benedici i suoi germogli.

Una visita del Signore è come l’arrivo della primavera. Egli è fonte di vita per tutte le creature e contemplare la natura significa misurare la sua grandezza.

Seconda lettura - Rm 8,18–23: L’ardente aspettativa della creazione è protesa verso la rivelazione dei figli di Dio.

Le tribolazioni e le sofferenze dell’oggi sono poca cosa in proporzione alla gloria futura. Esse tuttavia attestano che il peccato ha introdotto la corruzione nella creazione intera, la quale attende la liberazione dalla sua caducità alla fine dei tempi. Il cristiano sa di essere già salvato, di aver ricevuto la caparra dello Spirito, ma ancora attende nella speranza la pienezza della gloria.

Vangelo - Mt 13,1–23: Il seminatore uscì a seminare.

Gesù proclama la Parola del Regno, largheggiando, come il seminatore della parabola che narra. I terreni su cui cade il seme, i cuori che sono raggiunti dalla Parola, possono essere diversi, più o meno fecondi. Tuttavia la Parola è efficace e in quanti la accolgono essa produce il suo frutto.

Approfondimenti

BEATA VERGINE MARIA
DEL MONTE CARMELO

La devozione spontanea alla Vergine Maria, sempre diffusa nella cristianità sin dai primi tempi apostolici, è stata man mano nei secoli, diciamo ufficializzata sotto tantissimi titoli, legati alle sue virtù, ai luoghi dove sono sorti Santuari e chiese che ormai sono innumerevoli, alle apparizioni della stessa Vergine in vari luoghi lungo i secoli, al culto instaurato e diffuso da Ordini Religiosi e Confraternite, fino ad arrivare ai dogmi promulgati dalla Chiesa.
Il culto mariano affonda le sue radici, unico caso dell’umanità, nei secoli precedenti la sua stessa nascita; perché il primo profeta d’Israele, Elia (IX sec. a.C.) dimorando sul Monte Carmelo, ebbe la visione della venuta della Vergine, che si alzava come una piccola nube dalla terra verso il monte, portando una provvidenziale pioggia, salvando così Israele da una devastante siccità.
In quella nube piccola “come una mano d’uomo” tutti i mistici cristiani e gli esegeti, hanno sempre visto una profetica immagine della Vergine Maria, che portando in sé il Verbo divino, ha dato la vita e la fecondità al mondo.
La Tradizione racconta che già prima del Cristianesimo, sul Monte Carmelo (Karmel = giardino-paradiso di Dio) si ritiravano degli eremiti, vicino alla fontana del profeta Elia, poi gli eremiti proseguirono ad abitarvi anche dopo l’avvento del cristianesimo e verso il 93 un gruppo di essi che si chiamarono poi ”Fratelli della Beata Vergine Maria del Monte Carmelo”, costruirono una cappella dedicata alla Vergine, sempre vicino alla fontana di Elia.
Si iniziò così un culto verso Maria, il più bel fiore di quel giardino di Dio, che divenne la ‘Stella Polare, la Stella Maris’ del popolo cristiano. E sul Carmelo continuarono a vivere gli eremiti, finché nella seconda metà del sec. XII, giunsero alcuni pellegrini occidentali, probabilmente al seguito delle ultime crociate del secolo; proseguendo il secolare culto mariano esistente, si unirono in un Ordine religioso fondato in onore della Vergine, alla quale i suddetti religiosi si professavano particolarmente legati.
L’Ordine non ebbe quindi un fondatore vero e proprio, anche se considera il profeta Elia come suo patriarca e modello.
Costretti a lasciare la Palestina a causa dell’invasione saracena, i monaci Carmelitani, come ormai si chiamavano, fuggirono in Occidente, dove fondarono diversi monasteri, diffondendo il culto di Colei a cui: “è stata data la gloria del Libano, lo splendore del Carmelo e di Saron” (Is 35,2). Il 16 luglio del 1251 la Vergine circondata da angeli e con il Bambino in braccio, apparve al primo Padre Generale dell’Ordine, beato Simone Stock, al quale diede lo ‘scapolare’ col ‘privilegio sabatino’, che consiste nella promessa della salvezza dall’inferno, per coloro che lo indossano e la sollecita liberazione dalle pene del Purgatorio il sabato seguente alla loro morte. Lo ‘scapolare’ detto anche ‘abitino’ non rappresenta una semplice devozione, ma una forma simbolica di ‘rivestimento’ che richiama la veste dei carmelitani e anche un affidamento alla Vergine, per vivere sotto la sua protezione ed è infine un’alleanza e una comunione tra Maria ed i fedeli.
L’Ordine Carmelitano partito dal Monte Carmelo in Palestina, dove è attualmente ubicato il grande monastero carmelitano “Stella Maris”, si propagò in tutta l’Europa, conoscendo nel sec. XVI l’opera riformatrice dei due grandi mistici spagnoli Giovanni della Croce e Teresa d’Avila. Nell’Ordine Carmelitano sono fiorite figure eccezionali di santità, misticismo, spiritualità claustrale e di martirio; ne ricordiamo alcuni: S. Teresa d’Avila; S. Giovanni della Croce; Santa Maria Maddalena dei Pazzi; S. Teresa del Bambino Gesù; beato Simone Stock; S. Angelo martire in Sicilia; Beata Elisabetta della Trinità Catez; S. Raffaele Kalinowski; Beato Tito Brandsma; S. Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein); suor Lucia, la veggente di Fatima, ecc.
Alla Madonna del Carmine, come è anche chiamata, sono dedicate chiese e santuari un po’ dappertutto, essa per la promessa fatta con lo scapolare, è onorata anche come “Madonna del Suffragio” e a volte è raffigurata che trae, dalle fiamme dell’espiazione del Purgatorio le anime purificate.
Durante tutti i secoli trascorsi nella sua devozione, Ella è stata sempre rappresentata con Gesù Bambino in braccio o in grembo che porge lo ‘scapolare’ (tutto porta a Gesù), e con la stella sul manto (consueta nelle icone or iental i per af fermare la sua vergini tà) . La sua ricorrenza liturgica è il 16 luglio, giorno in cui nel 1251, apparve al beato Simone Stock, porgendogli l’ “abitino”.

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