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anno 2° numero 47 del 28 AGOSTO 2011
XXII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Liturgia di oggi

Introduzione

Fare la volontà di Dio è una scelta radicale. Non si può “accomodare” il messaggio evangelico adattandolo alle nostre esigenze. Se crediamo che Gesù sia davvero il Cristo, Figlio del Dio vivente, e desideriamo seguirlo, allora dobbiamo accettare lo scandalo della croce.

Tentare di addolcire la pillola, come fa Pietro nel Vangelo di oggi, vuol dire soltanto cedere alle proprie paure e voltare le spalle all’unica via possibile per vivere una vita autenticamente cristiana.

Prima lettura - Ger 20,7–9: La parola del Signore è diventata per me causa di vergogna.

Il profeta Geremia vive il forte conflitto interiore fra disgusto del proprio ministero e passione per il Signore. Per chi ascolta la Parola Dio diventa, infatti, una scelta radicale, anche quando essa è sofferta.


Salmo 62 - Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
Per colui che ha fede in Dio la ricerca della sua presenza è motivo di vita, il desiderio di lodarlo è più pressante di qualsiasi altra .

 

Seconda lettura - Rm 12,1–2: Offrite i vostri corpi come sacrificio vivente.

Paolo invita i cristiani di Roma a lasciarsi coinvolgere dall’evangelo della grazia fino a rinunciare a se stessi e a diventare, nella loro vita, capaci di conoscere e vivere secondo la volontà di Dio.

Canto al Vangelo: Alleluia, alleluia. Il Padre del Signore nostro Gesù Cristo illumini gli occhi del nostro cuore per farci comprendere a quale speranza ci ha chiamati. Alleluia.

Vangelo Mt 16,21–27: Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso. 

Gesù annuncia per la prima volta i misteri pasquali della sua morte e resurrezione. La reazione scandalizzata di Pietro, che sembrerebbe motivata dall’affetto verso il maestro, è in realtà frutto di una mentalità incapace di comprendere il mistero del Cristo, come Gesù stesso afferma rivolgendosi al discepolo col nome di  “Satana”.

Approfondimenti
XXVI Corso di Aggiornsmento Pastorale  

A Lanciano presso il Centro Pastorale della Curia Arcivescovile, il 2 e il 3 settembre 2011 con il tema: “Una Comunità educativa alla scuola del Vangelo” si svolge un Convegno per approfondire il documento della CEI:
Educare alla vita buona del Vangelo.

Leggiamo dall’introduzione del documento:
 
«Gli Orientamenti pastorali per il decennio 2010-2020 intendono offrire alcune linee di fondo per una crescita concorde delle Chiese in Italia nell’arte delicata e sublime dell’educazione.
In essa noi Vescovi riconosciamo una sfida culturale e un segno dei tempi, ma prima ancora una dimensione costitutiva e permanente della nostra missione di rendere Dio presente in questo mondo e di far sì che ogni uomo possa incontrarlo, scoprendo la forza trasformante del suo amore e della sua verità, in una vita nuova caratterizzata da tutto ciò che è bello, buono e vero. È questo un tema a cui più volte ci ha richiamato Papa Benedetto XVI, il cui magistero costituisce il riferimento sicuro per il nostro cammino ecclesiale e una fonte di ispirazione per la nostra proposta pastorale.
La scelta di dedicare un’attenzione specifica al campo educativo affonda le radici nel IV Convegno ecclesiale nazionale celebrato a Verona nell’ottobre 2006, con il suo messaggio di speranza fondato sul “sì” di Dio all’uomo attraverso suo Figlio, morto e risorto perché noi avessimo la vita. Educare alla vita buona del Vangelo significa, infatti, in primo luogo farci discepoli del Signore Gesù, il Maestro che non cessa di educare a una umanità nuova e piena. Egli parla sempre all’intelligenza e scalda il cuore di coloro che si aprono a lui e accolgono la compagnia dei fratelli per fare esperienza della bellezza del Vangelo.
La Chiesa continua nel tempo la sua opera: la sua storia bimillenaria è un intreccio fecondo di evangelizzazione e di educazione. Annunciare Cristo, vero Dio e vero uomo, significa portare a pienezza l’umanità e quindi seminare cultura e civiltà. Non c’è nulla, nella nostra azione, che non abbia una significativa valenza educativa.
La scelta dell’Episcopato italiano per questo decennio èsegno di una premura che nasce dalla paternità spirituale di cui siamo rivestiti per grazia e che condividiamo in primo luogo con i sacerdoti. Siamo ben consapevoli, inoltre, delle energie profuse con tanta generosità nel campo dell’educazione da consacrati e laici, che testimoniano la passione educativa di Dio in ogni campo dell’esistenza umana. A ciascuno consegniamo con fiducia questi orientamenti, con l’auspicio che le nostre comunità, parte viva del tessuto sociale del Paese, divengano sempre più luoghi fecondi di educazione integrale.
Maria, che accompagnò la crescita di Gesù in sapienza, età e grazia, ci aiuti a testimoniare la vicinanza amorosa della Chiesa a ogni persona, grazie al Vangelo, fermento di crescita e seme di felicità vera.»

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