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anno 2° numero 48 del 4 SETTEMBRE 2011
XXIII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Liturgia di oggi

Introduzione

Il cammino di fede del Cristiano è individuale, ma non individualista.
Ascoltare la Parola, infatti, significa aprirsi all’amore di Cristo. L’amore ricevuto, però, non può essere posseduto egoisticamente. Esso deve trasformarsi in amore vissuto, amando i fratelli, affinché sia esplicitato un rapporto con Dio che altrimenti rimarrebbe muto e infruttuoso.

 

Prima lettura - Ez 33,1.7– 9: Se tu non parli al malvagio, della tua morte domanderò conto a te..

Il profeta Ezechiele parla della missione che gli è stata affidata e parallelamente delinea il dovere di ogni credente. Chi ascolta la volontà del Signore, infatti, è responsabile di metterla in pratica e di contribuire alla salvezza dei fratelli.


Salmo 94 - Ascoltate oggi la voce del Signore.
Il salmo è un’esortazione alla lode. Siamo invitati a non indurire il nostro cuore e a farci uno con i nostri fratelli per ascoltare insieme la voce del Signore.

 

Seconda lettura - Rm 13,8–10: Pienezza della legge è la carità.

Paolo esorta i credenti della comunità di Roma tracciando alcune coordinate della vita secondo il vangelo. In particolare specifica quale sia la norma che regola i rapporti fra i credenti nella comunità: l’amore, compimento e sintesi della legge di Mosè.

Canto al Vangelo: Alleluia, alleluia. Dio ha riconciliato a sé il mondo in Cristo, affidando a noi la parola della riconciliazione. Alleluia.

Vangelo - Mt 18,15–20: Se ti ascolterà avrai guadagnato il tuo fratello.
La pace e la concordia tra i fratelli è fondata, nel Vangelo, sulla comune appartenenza a Cristo. Egli è morto per ciascuno di noi, unendoci per sempre nel suo dono d’amore. Chi si prende cura del proprio fratello opera per il benessere della comunità.

Approfondimenti
 
NATIVITA’ DELLA BEATA VERGINE MARIA

La celebrazione odierna -  leggiamo nel brano dei Discorsi di S. Andrea di Creta proclamato nell'odierno
Ufficio delle Letture - onora la natività della Madre di Dio. Però il vero significato e il fine di questo evento è, l'incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio. E’ questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la " nascita al cielo ", come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo.

La fonte più antica ritenuta attendibile dalla Chiesa, che illustra la nascita e l’infanzia di Maria, è costituita dal “Protoevangelo” (Vangeli Apocrifi) di Giacomo risalente al II secolo d.C. Nel testo vengono illustrati momenti salienti della sua vita: il matrimonio dei genitori Gioacchino ed Anna della tribù di Giuda della stirpe di Achar, la concezione dopo vent’anni senza prole, la nascita e la presentazione al tempio (il tutto inserito nella cornice delle vicende della città di Gerusalemme).

In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell'attuazione del suo eterno disegno d'amore.
Per questo la festa odierna è stata celebrata con lodi magnifiche da molti santi Padri, che hanno attinto alla loro conoscenza della Bibbia e alla loro sensibilità e ardore poetico. Leggiamo qualche espressione del secondo Sermone sulla Natività di Maria di S. Pier Damiani: “Dio onnipotente, prima che l'uomo cadesse, previde la sua caduta e decise, prima dei secoli, l'umana redenzione.
Decise dunque di incarnarsi in Maria. Oggi è il giorno in cui Dio comincia a mettere in pratica il suo piano eterno, poiché era necessario che si costruisse la casa, prima che il Re scendesse ad abitarla. Casa bella, poiché, se la Sapienza si costruì una casa con sette colonne lavorate, questo palazzo di Maria poggia sui sette doni dello Spirito Santo”.

Con il III Concilio di Efeso del 431 che sancì la legittimità del titolo “Madre di Dio” per Maria, si ebbe una fioritura di feste mariane nel calendario liturgico, tra le quali: la Natività, la Presentazione al Tempio, l’Annunciazione e la Dormizione.
La data della festa della Natività di Maria venne fissata in Gerusalemme nella prima metà del secolo V, ai tempi del patriarca Giovenale e dell’imperatrice Eudossia, : l’8 settembre in occasione della dedicazione della Basilica di Santa Maria, edificata sul luogo della casa natale di Maria.
Tale data venne scelta anche in relazione all’antico anno liturgico che iniziava con il mese di settembre: in tal modo veniva data una cornice “mariana” allo stesso. Infatti la Natività di Maria precede ed annuncia le feste del primo polo (Natale ed Epifania) assumendo il valore di inizio dell’anno liturgico. Segue poi il polo cristologico (Pasqua e Pentecoste) accompagnato dall’Assunzione di Maria che diviene conseguenza dell’opera di salvezza e chiusura dell’anno liturgico.

Da Gerusalemme la festa della Natività venne introdotta a Costantinopoli: il primo documento che ne attesta la presenza è un inno del diacono Romano il Melode, composto prima del 548: quale diacono saliva nell’ambone, cantava il proemio e le strofe facendo ripetere il ritornello finale a tutti i presenti: “è la Madre di Dio, nutrice della nostra vita”.

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