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anno 3° n. 26 del 25 MARZO 2012
V DOMENICA DI QUARESIMA (Anno B)

(all'interno: liturgia del giorno ed ascolto del Vangelo)

Liturgia di oggi

Introduzione

Ci avviciniamo al momento più importante della nostra fede cristiana. La morte e risurrezione di Gesù è l'ora della glorificazione del Figlio dell'uomo. Il mistero della croce invita ogni uomo a non scoraggiarsi di fronte all'angoscia del dolore. Questa liturgia ha perciò un messaggio universale: il Cristo, elevato sulla croce, attira a sé ogni uomo.

 
Prima lettura -
·Ger 31,31-34:
Concluderò un’alleanza nuova e non ricorderò più il peccato.

Il Dio fedele realizza con il popolo una nuova alleanza. Non più un patto fragile, ma definitivo: la legge sarà scritta nel cuore di ogni uomo.

Dal Salmo - 50: Crea in me, o Dio, un cuore puro.

Chiediamo al Signore di liberarci dal nostro peccato confidando nel suo perdono.

Seconda lettura - Eb 5,7-9:
Imparò l’obbedienza e divenne causa di salvezza eterna.

Imparò l'obbedienza e divenne causa di salvezza eterna. Il credente, come Gesù, è chiamato a essere fedele sino alla fine, anche nel momento in cui si crede abbandonato da Dio.


Canto al Vangelo -
 Gv 12,26:  

Lode e onore a te, Signore Gesù!  Se uno mi vuole servire, mi segua, dice il Signore, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore.  Lode e onore a te, Signore Gesù!
Vangelo - Gv 12,20-33:
Se il chicco di grano caduto in terra muore, produce molto frutto.
Attraverso l'immagine del chicco di grano, Gesù fa comprendere che dalla morte nasce la fecondità della salvezza. Proprio sulla croce si manifesta l'amore del Padre.
 
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LITURGIA DEL GIORNO - ASCOLTO DEL VANGELO
  

Approfondimenti


IL BENE DELLA CARITÀ
Nel vangelo di Giovanni il Signore dice: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avrete amore gli uni per gli altri» (Gv 13, 35). E nelle lettere del medesimo apostolo si legge: «Carissimi, amiamoci gli uni gli altri, perché l'amore è da Dio; chiunque ama è generato da Dio e conosce Dio. Chi non ama, non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore» (1 Gv 4, 7-8).
Si scuotano perciò le anime dei fedeli, e con sincero esame giudichino gli intimi affetti del proprio cuore. E se nelle loro coscienze troveranno qualche frutto di carità non dubitino della presenza di Dio in loro. Se poi vogliono trovarsi maggiormente disposti a ricevere un ospite così illustre, dilatino sempre più l'ambito del loro spirito con le opere di misericordia.
Se infatti Dio è amore, la carità non deve avere confini, perché la divinità non può essere rinchiusa entro alcun limite.
Carissimi, è vero che per esercitare il bene della carità ogni tempo è appropriato. Questi giorni tuttavia lo sono in modo speciale. Quanti desiderano arrivare alla Pasqua del Signore con la santità dell'anima e del corpo si sforzino al massimo di acquistare quella virtù nella quale sono incluse tutte le altre in sommo grado, e dalla quale è coperta la moltitudine dei peccati. Mentre stiamo per celebrare il mistero più alto di tutti, il mistero del sangue di Gesù Cristo che ha cancellato le nostre iniquità, facciamolo con i sacrifici della misericordia. Ciò che la bontà divina ha elargito a noi, diamolo anche noi a coloro che ci hanno offeso.
La nostra generosità sia più larga verso i poveri e i sofferenti perché siano rese grazie a Dio dalle voci di molti. Il nutrimento di chi ha bisogno sia sostenuto dai nostri digiuni. Al Signore infatti nessun'altra devozione dei fedeli piace più di quella rivolta ai suoi poveri, e dove trova una misericordia premurosa là riconosce il segno della sua bontà.
Non si abbia timore, in queste donazioni di diminuire i propri beni, perché la benevolenza stessa è già un gran bene, né può mancare lo spazio alla generosità, dove Cristo sfama ed è sfamato. In tutte queste opere interviene quella mano, che spezzando il pane lo fa crescere e distribuendolo agli altri lo moltiplica.
Colui che fa l'elemosina la faccia con gioia. Sia certo che avrà il massimo guadagno, quando avrà tenuto per sé il minimo, come dice il beato apostolo Paolo: «Colui che somministra il seme al seminatore e il pane per il nutrimento, somministrerà e moltiplicherà anche la vostra semente, e farà crescere i frutti della vostra giustizia» (2 Cor 9, 10), in Cristo Gesù nostro Signore, che vive e regna con il Padre e lo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen.
Dai «Discorsi» di san Leone Magno, papa

          
Venerdì 30 marzo 2012
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