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lettera_pastorale-2009_2010ARCIDIOCESI DI LANCIANO - ORTONA
Parrocchia  San Tommaso Apostolo - Ortona


II^ Lettera Pastorale alla Comunità 2010-2011

Carissimi,
la bontà e la misericordia di Dio che sorpassa ogni limite, sia sempre con tutti voi in ogni circostanza della vita e in ogni membro della vostra famiglia.
Alla fine di un anno è saggezza fermarsi un po' di tempo per considerare quale uso abbiamo fatto di un dono tanto grande qual'è un anno della nostra vita. All'inizio di un nuovo anno, è saggezza fermarsi un po' di tempo per delineare almeno un bilancio preventivo per l'anno che sta per incominciare. Gran luce donerà per questo lavoro la riflessione sull'anno trascorso.

 

Allegati:
Anagrafe 2010
Restauri s.Tommaso 2009-2010
Risposta alla lettera pastorale

E' passato un anno della mia presenza in questa comunità, affidatami dal Vescovo Ghidelli, ed è bene che il bilancio serva per poter discernere il lavoro fatto o non fatto e così stabilire dei punti fermi per poter continuare a lavorare insieme per il bene della comunità e per la gloria di Dio.
Certo trovarsi a gestire un'eredità consolidata nel tempo con riti e tradizioni proprie non è cosa facile. Ma occorre capire con lungimiranza quello che bisogna conservare e quello che bisogna aggiornare sapendo leggere i segni dei tempi.
San Paolo nella sua spericolata vita di messaggero di Cristo ci ha insegnato che "La speranza non delude" (Rm 5,5)!. L'apostolo delle genti più volte ha saggiato l'amaro della delusione, il fallimento della predicazione rimanendone sempre forte nella speranza che Dio era con lui, il figlio Gesù Cristo lo arricchiva per annunciare nell'amore la lieta parola di Dio.
Cos'è la speranza cristiana? Per chiarire líidea di speranza ci facciamo aiutare dalle parole del catechismo della chiesa cattolica che dice: "La speranza è la virtù teologale per la quale desideriamo il Regno dei cieli e la vita eterna come nostra felicità, riponendo la nostra fiducia nelle promesse di Cristo e appoggiandoci non sulle nostre forze, ma sull'aiuto della grazia dello Spirito Santo... La virtù della speranza risponde all'aspirazione alla felicità, che Dio ha posto nel cuore di ogni uomo... salvaguarda dallo scoraggiamento; sostiene in tutti i momenti di abbandono; dilata il cuore nell'attesa della beatitudine eterna". (Catechismo, 1817-1818).
All'inizio del nuovo anno non possiamo non iniziare con la Speranza, che ci porta a credere e confidare nell'amore di Dio. Sperare per il cristiano è un obbligo, sperare diventa stile di vita, scuola per un cristianesimo che ancora può dire la sua in un mondo profondamente cambiato.
La speranza ci ha sorretto e ci sorregge, soprattutto nei momenti di difficoltà, di fatica, di delusione; durante l'Avvento il cristiano è entrato nel portico della speranza, dove ha trovato forza per leggere la vita e il mondo con occhi diversi, pieni e desiderosi di Dio. Se Dio viene abbandonato, la speranza diventa interesse personale, proprio tornaconto, con Dio la speranza diventa vita, bellezza, concordia.
Nella nascita del Figlio di Dio è cresciuto il senso dell'attendere come momento di profondo desiderio della ricchezza dei doni divini. Si, il Natale ci ha preparato a capire che sperare è possibile solo se si accoglie la Parola che diventa carne, il Dio che si fa bambino, l'Amore che diventa luce per gli uomini. La nostra vita divenga un continuo Avvento, sostenuta, cioè, dall'impegno di perseguirla. Con una piccola certezza: favorire l'entrata di Dio nella nostra storia è darle ancora, oggi, un salvatore.
Con voi e per voi annunciatore e testimone di Speranza, essa è silenziosa, calma, tranquilla, non ha bisogno di tante parole nè chiacchiere, la Speranza non fa rumore è come la neve silenziosa, umile... Vorrei invitare tutti, bambini, giovani, adulti, anziani, a fare un passo oltre, a camminare con la Speranza cristiana, a rinnovare líesperienza di fede, a comunicare la gioia di essere cristiani in famiglia.
Ecco il mio sogno:
Vorrei che ognuno si sentisse corresponsabile della vita della comunità parrocchiale, riaccendendo la speranza di una profonda e sana vita cristiana e che ognuno si faccia carico per la propria parte del bene comune da realizzare secondo il disegno di Dio.
Che vivessimo in comunione, come ricerca della verità, del bene, della concordia.
Che dicessimo SI alla novità dello spirito, si ad una chiesa giovane che guarda al futuro senza tagliare con il passato, si ad una chiesa che sia testimone vera e credibile di Gesù Risorto...

In quest'anno trascorso abbiamo cercato di tener fede ai nostri numerosi impegni comunitari. Agli impegni spirituali personali, ognuno spero abbia agito secondo coscienza.
Purtroppo devo farvi osservare che occorre essere più attivi in certi settori e la partecipazione dovrebbe essere più corale.
Ogni nostra attività ha avuto come fine la gloria di Dio e come scopo la maturità personale e comunitaria.
Punto focale degli interventi è stata la liturgia. La liturgia è il culto pubblico che la società dei fedeli rende al suo fondatore e per mezzo di Lui all'Eterno Padre. Nell'atto liturgico infatti la comunità, destinataria e protagonista di ogni celebrazione esprime ed edifica se stessa, mentre professa la propria fede nel mistero della redenzione e progredisce sulla via della salvezza.
La comunità dei credenti si riconosce nei suoi ministri, che come mediatori tra il popolo e Cristo riproducono e rendono visibile Cristo come santificatore. Quando il popolo di Dio che nell'azione liturgica è protagonista, si riunisce in assemblea con i propri pastori rende praticamente visibile la Chiesa di Dio e proclama la morte e la resurrezione di Cristo nell'attesa della sua gloriosa venuta.
Ogni cristiano nella celebrazione liturgica si sente investito della missione ricevuta il giorno del Battesimo per riversarla con gioia e amore agli altri.
La domenica è il giorno focale di ogni celebrazione liturgica; essa non è solo precetto della Chiesa ma il primo giorno della settimana in cui si celebra il mistero della salvezza. La Chiesa, che vuol dire assemblea, vive e si esprime anzitutto quando si raccoglie in assemblea liturgica convocata dal Risorto. Più si forma un'assemblea organizzata, più si vive intensamente la realtà del giorno del Signore. Perchè ciò avvenga c'è bisogno di un serio coordinamento.
Molte volte si nota nelle assemblee un popolo di estranei che assiste o peggio subisce il rito e non ne è protagonista; tanti sono impacciati e seguono le varie fasi della celebrazione come momenti "standard" quasi ripetitivi; si è cercato di stabilire una linea pastorale circa la celebrazione dei sacramenti della iniziazione cristiana, maturata nella riflessione e nell'esperienza sia per il valore della celebrazione comunitaria dei detti sacramenti, sia per il valore del celebrarli nella propria chiesa parrocchiale.

L'evangelizzazione e la catechesi non possono conoscere momenti di sosta: il mandato che ho ricevuto e la condizione del gregge a me affidato, mi sollecitano a vivere in permanente dinamicità ministeriale, combaciante perfettamente con l'assillo degli Apostoli; san Paolo, scrivendo ai Corinzi, dirà: "consumerò me stesso per le vostre anime" (2Cor 12,15).
La scuola catechistica cammina speditamente anche grazie alle tante catechiste e catechisti che impegnano il loro tempo libero per questo compito altamente educativo. Vorremmo che tutti i genitori fossero sensibili a questo impegno settimanale dei propri figli, cercando con il loro interessamento di rendere più spedito il lavoro educativo e l'impegno dei ragazzi.

Nell'ambito dell'Azione Cattolica, si è cercati di portare avanti un discorso chiaro e senza fraintendimenti, forse alcuni non l'hanno capito, altri non l'hanno accettato, ma su questo non ci possono essere punti di vista: il vangelo del Cristo è uno e per portarlo fino in fondo non ci sono compromessi.
L'Azione Cattolica è una associazione di cristiani laici, impegnati nella Chiesa, nella pastorale, nel sociale e nella cultura. Non è per una categoria di uomini, non predilige questa o quella ideologia, ma privilegia tutto l'uomo nella sua interezza e nella sua dignità. Perciò il tesserato di AC. si distingue da ogni altro tesserato, per la coerenza nella vita e per la sua professione di fede in Dio e negli uomini, come sue creature.

Abbiamo accolto durante questíanno centinaia e centinaia di pellegrini, provenienti dall'Italia e dall'Estero, sulla tomba dell'Apostolo Tommaso, tra cui Mons. W. Shomali ausiliare del Patriarca latino di Gerusalemme, e S. Em.za Gennadios Metropolita ortodosso.
Penso che abbiamo rivisto e sostenuto tutti gli ambiti dell'apostolato parrocchiale: Caritas (rinnovando anche la sede), l'assistenza spirituale ai malati e anziani, la pastorale familiare, la cura pastorale-liturgica per i ministranti, il Coro Giovanile, la Cappella Musicale, ecc.

Un'ultima comunicazione di ordine pratico.
Le spese della Chiesa sono tante e incidono pesantemente sul bilancio della Comunità:
- La pulizia della Chiesa
- Il gasolio per il riscaldamento nel periodo invernale
- La manutenzione delle campane
- Il consumo a volte sconsiderato dell'elettricità
- Le tasse e le varie assicurazioni

Fra non molto dovremo affrontare due grossi lavori:
- Restauro dell'Organo
- Restauro della Cappella di s. Tommaso

Volevo soltanto tenervi aggiornati e farvi parte di quella che è la gestione materiale di una parrocchia.

"State lieti, cercate ciò che è perfetto, incoraggiatevi al bene, andate d'accordo, vivete in pace, cantate e inneggiate a Dio con tutto il cuore."

E' questo il mio augurio per il Natale trascorso e per il nuovo anno.
                                                                                                                                      d.Pino

Ortona 31 dicembre 2010 - 1° gennaio 2011


Insieme a questa lettera troverete un inserto dei lavori e di tutto quello che abbiamo fatto in questo primo anno.
Sia sotto l'aspetto spirituale sia materiale.
Ringraziamo sempre il Signore.
Ringrazio il vice parroco p. Giuseppe, il diacono Tommaso e il seminarista Alessio con cui sto lavorando, per i loro preziosissimi consigli e aiuti pratici.
Ma ringrazio anche le tantissime persone che mi hanno aiutato e hanno collaborato con me in questo difficile compito.
Chiedo scusa se non scrivo i loro nomi, sono tantissimi, ma ho deposto i loro nomi davanti al tabernacolo.
Grazie.

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