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Il libro dell'amico e dell'amatoAssociazione Culturale “Sinergie d’Arte”
Il libro dell’amico e dell’amato
Oratorio con danza di Maria Gabriella Ciaffarini su testo di Ramon Lull
Domenica 20 Ottobre 2013 ore 20.45 - Cattedrale S. Tommaso - Ortona 

 

 

Il libro dell'amico e dell'amato

Il libro dell’amico e dell’amato

Presentazione a cura di Massimo Pamio
Si ringraziano per il loro intervento
S.E. Mons. Emidio Cipollone, Vescovo dell’Arcidiocesi di Lanciano e Ortona
Don Giuseppe Grasso Parroco, della Cattedrale di S.Tommaso

Overture - Eternamente - L’amico errava - Errava l’amico tutto raccolto - Il folle - Amore - Il luogo - L’usignolo - L’amore è un mare - Alla destra dell’amore

Soprano - Valentina Paolini
L’amico - Aurelio Di Virgilio
L’amato - Manuel Dominioni
Danza - Sara Sidonio
Coro - Harmonia Mundi (M° Elisabetta Fusco)
Moti Armonici (M° Maria Gabriella Ciaffarini)

 

 

Gruppo Orchestrale “Sinergie d’Arte”
Violino I - Ornela Koka
Violino II - Eleonora Di Lodovico

Viola - Giovanni Ciaffarini
Violoncello - Federico Orlando
Contrabbasso - Nicola Di Camillo
Arpa - Lucia Antonacci
Flauto - Mario Felicioni
Corno - Giuliano Melchiorre
Percussioni - Massimo Di Rocco

Direttore - Maria Gabriella Ciaffarini

L’amico si levò al mattino in cerca del suo amato; incontrando gente sulla via domandò loro se l’avessero visto. Essi risposero chiedendogli quale fu l’ora in cui l’amato si fosse ritirato dagli occhi della sua mente; rispose l’amico: - Mai si è obliato al mio sguardo, perché è nei pensieri che l’ho veduto, perché tutte le cose visibili sono figura del mio amato.

Errava l’amico tutto raccolto nel pensiero del suo amato, e incontrò per la via molte persone che lo interrogavano sul suo stato; l’amico, deliziato dal suo amato, ad alcuno rispose dicendo soltanto che se l’avesse fatto si sarebbe allontanato dal suo amato.

L’amico lodava ed amava il modo in cui il suo amato lo aveva creato e gli aveva donato ogni cosa; lo lodava ed amava perché ad Egli piacque assumere il suo sembiante e la sua natura.

L’amore saggiò la sapienza dell’amico chiedendogli se il suo amato lo amava di più nella reincarnazione o nella resurrezione. L’amico ne fu confuso. Rispose infine che la resurrezione è necessaria per sconfiggere il dolore mentre la reincarnazione per donare beatitudine.

Eternamente

Eternamente principia, è e sarà il mio amato.

Uno è il mio amato nella sua unità fondono in una sola volontà i miei amori, i miei pensieri.

Uno è il sommo bene.

L’amico errava

L’amico errava di porta in porta, ricordando l’amore dell’amato.

Elemosinando e ricordando l’amore dell’amato.

Anche se tu, o amato, conosci i miei peccati hai di me pietà e clemenza, perdono e amore.

Errava l’amico tutto raccolto

Errava l’amico tutto raccolto nel pensiero del suo amato e incontrò per la via molte persone che lo interrogavano sul suo stato.

Il folle

Folle, di’, perché non parli e su cosa stai meditando?

Cosa faceva il tuo amato prima che il mondo fosse?

Da dove principia la sapienza?

Fede e devozione da dove provengono?

Una sola cosa con il creatore…

Di’ folle perché non parli?

Cos’è l’amore?

Predica folle, piangi, digiuna, sarai ucciso!

Perché perdoni amore che tormenta il tuo corpo ed il tuo cuore?

Perché perdoni i colpevoli?

L’usignolo

Gli usignoli cantavano l’alba svegliando l’amico.

Cantava l’usignolo nel giardino dell’amato e venne l’amico.

Creata da Dio è la notte per chi soffre d’amore e possa riposare.

“Dimmi usignolo che al mio amato canti, canti l’amore, perché mi tormenta chi mi ha scelto come suo vassallo?”

Rispose l’usignolo “Se non sostenessi pene d’amore con cosa amare il tuo amato?”

E l’usignolo cantava la beatitudine, la beatitudine di un tale sguardo.

L’amore è un mare

L’amore è un mare tormentato d’onde e venti, senza porto o riva.

Vi morì l’amico e nel suo morire perirono i tormenti e nacque la sua beatitudine.

 

 

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