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lettera_pastorale-2009_2010ARCIDIOCESI DI LANCIANO - ORTONA
Parrocchia  San Tommaso Apostolo - Ortona


I^ Lettera Pastorale alla Comunità 2009-2010

Carissimi,
«Prego sempre con gioia per voi in ogni mia preghiera, a motivo della vostra cooperazione alla diffusione del vangelo dal primo giorno fino al presente, e sono persuaso che colui che ha iniziato in voi quest'opera buona, la porterà a compimento fino al giorno di Cristo Gesù.» (Fil. 1,4-6).

    Stiamo per iniziare un altro anno pastorale per un itinerario di lavoro e impegno comunitario.

    Ogni anno che aggiungiamo al nostro cammino, è un dono di Dio, che ci dà sempre la possibilità di convertirci e diventare migliori.
C'è sempre molta strada da fare e molte cose da migliorare. Certo non ci manca la buona volontà e l'umiltà di sentirci bisognosi e aiutarci gli uni gli altri e con la grazia di Dio siamo sicuri di procedere “senza timore in santità e giustizia”.
    «Non spegnete lo Spirito, non disprezzate le profezie; esaminate ogni cosa, tenete ciò che è buono. Astenetevi da ogni specie di male.» (1Tes.5,18-19).

Ed ecco la nostra mappa geografica.

1. Ripensiamo i Sacramenti: realtà tanto presenti nella vita delle nostre comunità quanto, spesso, incompresi dalla maggior parte della gente della nostra parrocchia.
Cerchiamo di entrare dentro la profondità di questi segni pasquali che, ancora oggi Cristo celebra nella Chiesa e per la Chiesa: segni attraverso cui Lui, il Sacramento primordiale attraverso cui il Padre ci si è fatto vicino, ora con un dono; ora con un altro, a secondo delle nostre situazioni esistenziali, ci immerge nel mistero della sua Pasqua.
Vorrei ribadire ancora una volta, come i Sacramenti non sono un fatto "privato", un evento che si consuma in un contesto intimistico che poco ha a che fare con quella che oggi, a volte riduttivamente, viene chiamata spiritualità, ma che piuttosto sono dono di Cristo alla sua Chiesa che si concretizza nelle piccole comunità parrocchiali che, attraverso i sacramenti, germogliano, crescono, sono santificate, così da essere "Corpo di Cristo" per la salvezza del mondo. Riscopriamo la vita spirituale attraverso la confessione, l’Eucaristia, la messa domenicale partecipata attivamente. Le Norme che la Chiesa ci da, sono per la bellezza e il significato di ciò che stiamo celebrando.
    Nell’ambito dei Sacramenti, la domenica i Ministri straordinari della Comunione porteranno il pane spezzato dalla Comunità ai quei fratelli e sorelle che non hanno potuto partecipare attivamente, ma che sono vicini a tutti noi con la sofferenza e la preghiera.

    2. Rivalutiamo la famiglia: spesse volte l'azione pastorale sulla famiglia è catturata da quanto di negativo la corrode e la soffoca.
La partecipazione della famiglia alla vita e alla missione della Chiesa, comunità parrocchiale, in forza del sacramento del matrimonio è di vitale importanza.
    In ascolto della parola di Dio, la famiglia si lascia evangelizzare e si educa nella fede.
Ciò che fa della Chiesa la comunità dei credenti è innanzitutto il suo ascolto costante e la sua accoglienza docile della parola di Dio. Partecipe della vita e della missione della Chiesa, la famiglia nasce e cresce come comunità credente ed evangelizzata nello stesso ascolto orante e nella medesima accoglienza della parola di salvezza. In tale ottica, a voi sposi e  genitori cristiani - che già lungo il cammino di preparazione al matrimonio vi siete impegnati a vivere un itinerario di fede e che nella stessa fede avete celebrato il sacramento nuziale quale rivelazione e compimento del disegno sapiente e amoroso di Dio - è chiesto di continuare a vivere nell'obbedienza della fede sostenendovi a vicenda e l'intera famiglia è chiamata a lasciarsi evangelizzare continuamente e intensamente, attraverso una permanente educazione nella fede. Gli sposi cristiani e l'intera comunità familiare, perciò, "sono chiamati ad accogliere la parola del Signore, che ad essi rivela la stupenda novità - la buona novella - della loro vita coniugale e familiare, resa da Cristo santa e santificante. Infatti, soltanto nella fede voi potete scoprire e ammirare in gioiosa gratitudine a quale dignità Dio abbia vi ha voluto elevare con il matrimonio e la famiglia, costituendovi segno e luogo dell'alleanza d'amore tra Dio e gli uomini, tra Gesù Cristo e la Chiesa sua sposa".
    3. Rifondiamo la scuola catechistica.  Quest’anno parte rinnovata, anche grazie alle tante catechiste che si impegneranno con il loro tempo libero per questo compito altamente educativo. Vorremmo che tutti i genitori fossero sensibili a questo impegno settimanale dei propri figli, cercando con il loro interessamento di rendere più spedito il lavoro educativo e l'impegno dei ragazzi.
    «In ogni famiglia cristiana, con la parola e con la testimonianza, i genitori svolgano il loro servizio educativo e mettano in atto i loro carismi così da aiutare i figli a vivere nella fede le varie tappe della loro crescita.
    Siano per loro i primi maestri della fede, perché fin dalla più tenera età imparino a percepire il senso di Dio e a venerarlo e ad amare il prossimo secondo la fede che hanno ricevuto nel battesimo.
    Li accompagnino nel cammino di preparazione ai sacramenti dell'iniziazione cristiana, sia riprendendo e riproponendo nel contesto familiare i contenuti della catechesi vissuta in parrocchia, sia partecipando cordialmente agli incontri e alle iniziative che dalla parrocchia stessa vengono proposti e promossi appositamente per i genitori.
    Siano presenti con generosa e discreta disponibilità nei diversi luoghi educativi ecclesiali e vi attuino autentiche forme di corresponsabilità, evitando di delegare totalmente ad altri (sacerdoti, religiosi e laici) il loro diritto-dovere anche di educatori nella fede.
    I genitori si adoperino anche perché la catechesi familiare sia in grado di precedere, accompagnare e arricchire ogni altra forma di catechesi. A tale scopo è indispensabile che in famiglia ci sia una vera e propria comunicazione nella fede, attuata non solo nel dialogo esplicito sui temi della fede, ma anche e soprattutto vivendo secondo il Vangelo sia le scelte più semplici di ogni giornata, sia quelle legate ad alcuni particolari avvenimenti della stessa vita familiare». (Dal «Direttorio di Pastorale Familiare» nn.144.155).

    4. Riscopriamo l'Azione Cattolica: è una associazione di cristiani laici, impegnati nella Chiesa, nella pastorale, nel sociale e nella cultura. Non è per una categoria di uomini, non predilige questa o quella ideologia, ma privilegia tutto l'uomo nella sua interezza e nella sua dignità. Perciò il tesserato di AC. si distingue da ogni altro tesserato, per la coerenza nella vita e per la sua professione di fede in Dio e negli uomini, come sue creature.
    Nell'ambito dell'Azione Cattolica, si cercherà di portare avanti un discorso chiaro e senza fraintendimenti, forse alcuni non lo capiranno, altri non l’accetteranno, ma su questo non ci possono essere punti di vista: il vangelo del Cristo è uno e per portarlo fino in fondo non ci sono compromessi.
Dunque in sintesi:
L'Azione Cattolica Italiana è una Associazione di laici che si impegnano liberamente, in forma comunitaria ed organica ed in diretta collaborazione con la Gerarchia, per la realizzazione del fine generale apostolico della Chiesa.

    5. Conosciamo la Caritas Parrocchiale che non è un gruppo di volontariato; non è un gruppo di delegati dal resto della comunità a fare azioni caritative; non è un servizio di supplenza alle umane povertà, altrimenti ingestibili.
    È l’organismo pastorale a cui il parroco affida il compito di sensibilizzare, promuovere, coordinare il servizio comunitario della carità, all’interno della comunità parrocchiale e nel territorio in cui essa è inserita.
    La Caritas ha  funzione di sensibilizzazione e di animazione, che si concretizza:
- nel ricercare  e individuare le aree dei   bisogni e delle povertà;
- nel ‘chinarsi’ su di esse offrendo aiuti concreti;
- nell’individuare persone disponibili al ‘servizio’;
- nel coordinare tutti gli interventi di  carità.
- nel ricercare ogni forma di aiuto economico per fronteggiare le povertà

    6. Curiamo e amiamo la bellezza della liturgia. Le ragioni che hanno motivato e sostenuto la riforma liturgica conciliare concordano nell’affermare che l’assemblea – in quanto soggetto della celebrazione – non si forma a caso, non si educa alla preghiera senza impegno e non si attiva se manca una forza di organizzazione e di propulsione che ne valorizzi il potenziale liturgico. Il compito di formare, guidare e sostenere l’assemblea è affidato ai vari ministri (in primo luogo quelli ordinati, ma anche quelli istituiti e quelli esercitati di fatto come animatori, lettori, cantori, ministranti, servizi, ecc.), che costituiscono la porzione più consistente e attiva.

 Vorremmo portare la Cattedrale al suo ruolo naturale di Chiesa Madre di tutte le chiese e sede del Vescovo diocesano. Oltre le Messe e le funzioni tradizionali, daremo un impulso maggiore ai Primi Venerdì (da Ottobre e Giugno), all’Adorazione Eucaristica, alle pie pratiche, snellite e ringiovanite secondo il Concilio Vaticano II. Perciò si richiede un costante lavoro. Coloro che operano per rendere più bella una celebrazione fanno dunque esperienza di chiesa, non già come una nuova aggregazione ecclesiale (gruppi, movimenti, associazioni), ma come una delle molte aree carismatiche potenzialmente presenti in ogni comunità e capaci di attivare mente e cuore per il raggiungimento di precisi obiettivi pastorali.
Daremo vita a una Scuola Permanente di Formazione Liturgica aperta a tutti coloro che vogliono approfondire le bellezze della Liturgia e soprattutto per coloro che sono impegnati come responsabili nella comunità.

Ecco questa è la nostra mappa geografica su cui dobbiamo muoverci. Con impegno ma soprattutto con amore.
Moltissimi si sono presentati spontaneamente per collaborare nella Comunità.
Molti continuano un cammino incominciato.
Diversi sono stati chiamati e invitati.
Coloro che scoraggiati o delusi o capziosamente irretiti, si sono ritirati da questa stupenda avventura, diciamo che le porte della Comunità sono sempre aperte e la nostra disponibilità è sempre accogliente e pronta.
Se si ama la propria comunità allora si fa del tutto per rendersi attivo e utile senza tanti mugugni o pretese.
Il Nuovo Consiglio Pastorale coordinerà tutto il lavoro sotto la guida dei responsabili della Parrocchia: Parroco, vice parroco e Diacono. Da quest’anno avremo anche l’aiuto del Seminarista Alessio Primante che si preparerà pastoralmente al Sacerdozio.

Il Dio della pace vi santifichi fino alla perfezione, e tutto quello che è vostro, spirito, anima e corpo, si conservi irreprensibile per la venuta del Signore nostro Gesù Cristo. Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo! (Ts 5,23)

 

 

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