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fidanzati_dal_papaArcidiocesi di Lanciano-Ortona
Oggi, festa di San Valentino, papa Francesco incontra circa 25 mila fidanzati in Piazza San Pietro. Tra questi ve ne sono 250 che all'alba sono partiti da Lanciano e Ortona, guidati dal nostro Arcivescovo. Il quotidiano "IL CORRIERE DELLA SERA"  >>>>>

pubblica la notizia con riferimento alla nostra "piccola diocesi abruzese" e con intervista e foto di Davide e Valetina, coppia di fidanzati di Guastameroli di Frisa. Una bella testimonianza di amore e di fede che ci piace condividere con tutti voi! Buona giornata e... buon San Valentino a tutti!!!

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«Il nostro San Valentino con il Papa Meglio della cena a lume di candela»
di Gian Guido Vecchi in “Corriere della Sera” del 14 febbraio 2014

Ai giovani che s’erano appena sposati, nel viaggio di ottobre ad Assisi, Francesco diede un consiglio: «Litigate quanto volete, se volano i piatti pazienza, ma mai finire la giornata senza fare la pace!». Davide sorride tranquillo: «Se è per questo, noi siamo fidanzati da sette anni e non abbiamo mai passato neppure un’ora in lite, senza esserci parlati». Momenti di panico, qualche piccola inquietudine? «Ma no, il “per sempre” non mi fa nessuna paura», replica sicura Valentina. «Abbiamo un progetto di vita. Pensiamo alla famiglia che saremo, ai figli, la cosa più bella che c’è». Stamattina si parte alle cinque, per arrivare in tempo dal Papa, e meno male che il matrimonio sarebbe in crisi. Sarà che l’Italia non si riduce alle sue metropoli, che c’è un Paese poco raccontato di là da Milano o Roma, però colpisce come tra i venticinquemila fidanzati che oggi, nel giorno di San Valentino, arriveranno da una ventina di nazioni del mondo per incontrare il Papa a San Pietro, ce ne siano ad esempio duecentocinquanta che all’alba partiranno dalla sola Lanciano su quattro pullman organizzati dalla piccola diocesi abruzzese.
Tra di loro, Davide Ciccone, 28 anni, e Valentina Crognale, 24, che oggi festeggia pure l’onomastico. «Ma non sarà il solito San Valentino, l’uscita serale, la cena a lume di candela. È bello pensare che condivideremo questo giorno con altri fidanzati, con il Papa...». Lui è di Guastameroli, settecento anime, «un posto tranquillo, ma abbiamo tutto: piccole aziende, la farmacia, due bar, il tabacchino, gli alimentari, il forno...». Lei abita una trentina di chilometri più oltre, a Guardiagrele, sede del parco nazionale della Majella, e ogni giorno va in università a Chieti. Hanno deciso di sposarsi fra un annetto, «una cosa per volta», dopo che Valentina, futura fisioterapista, avrà finito di laurearsi in Scienze motorie. Davide è già sistemato, nell’officina meccanica che il papà ha aperto in paese quarant’anni fa e dove lavora con il fratello maggiore. Sopra, stanno già preparando il loro appartamento. Anche questo ha la sua importanza, ma non spiega tutto. «Molti dei miei coetanei sono senza lavoro o lavoricchiano», considera Davide. «C’è anche il fatto che vivono con i genitori e la mattina hanno la colazione pronta, i panni puliti, pranzo e cena, i venti euro per uscire la sera, e insomma farsi una vita fuori casa con un’altra persona potrebbe essere rischioso...». È anche questione di coraggio, osserva Valentina: «Di coraggio, responsabilità e, soprattutto, voglia di stare insieme. Magari i coetanei di Davide cominciano a porsi il problema, le mie compagne di università invece dicono che vogliono ancora godersi la vita, uscire per l’aperitivo, andare a ballare... Qualche volta mi dicono: tu sei pazza! Ma io non mi faccio problemi: non vedo l’ora che venga il giorno».
L’arcivescovo Vincenzo Paglia, che guida il Consiglio per la famiglia e ha organizzato l’incontro, parla di «giovani controcorrente». Lo stesso Francesco non si stanca di esortarli ad essere così. Coraggiosi e testimoni. «I giovani che si sposano, comunque, ci sono: siamo ancora tanti!», spiega Valentina. «E se qualche amica ti prende un po’ in giro, poi magari dice: beata te, che hai trovato il ragazzo giusto...». Si sono conosciuti che lei era ancora alle superiori, «era la compagna di banco di una mia amica e all’inizio, a pelle, quasi ci odiavamo! E ora tanti ci invidiano, per quanto siamo uniti, per la nostra complicità... siamo innamorati, siamo convinti, è davvero un dono del Signore». Bisogna sentirlo, Davide, quando racconta dei corsi prematrimoniali che frequentano in parrocchia: «Molte volte usciamo quasi senza parole. Restiamo due o tre minuti in macchina, a riflettere sulle cose che magari si danno per scontate. Che cosa significa amare, che cosa è l’amore. E poi ci mettiamo a riflettere insieme su quello che abbiamo sentito...». Ecco, oggi sarà una giornata importante: «Francesco è un grande. Siamo ansiosi di sentire quello che ci dirà».

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