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locandina_sant_antonio_2015Arcidiocesi di Lanciano - Ortona
Comunità parrocchiale san Tommaso ap.

RAPPRESENTAZIONE DELLE TENTAZIONI
DI SANT'ANTONIO

11 Gennaio 2015 ore 18.45

 

BREVE STORIA DI S. ANTONIO ABATE 

A Sant'Antonio Abate è associato il bastone a T, tau, e un maiale. Cosa c’entra il maiale, che per i cristiani era simbolo del male? . 

In realtà il maiale rappresenta simbolicamente il maligno e le seduzioni che i piaceri della carne provocano. Le leggende a carattere popolare vogliono S. Antonio Abate in lotta con il demonio, ovvero con il male, con le passioni umane, con il fuoco eterno. 

Il Santo divenne così il padrone del fuoco, custode dell’inferno, e per tali prerogative, guaritore dell’herpes zoster, una patologia detta “fuoco di S. Antonio”. I monaci Antoniani, infatti, consigliavano di «implorare il patrocinio del Santo e di cospargere le parti malate con il vino nel quale erano state immerse le sacre reliquie». In epoche successive si adoperò il grasso di maiale che, posto sull’immaginetta del Santo, veniva portato dai monaci all’ammalato e usato per guarire le ferite del “fuoco sacro”. 

In questo modo era completa la figura di S. Antonio abate, padrone del fuoco, vittorioso sulle tentazioni del demonio, del male e protettore del maiale. Per superare, invece, l’interpretazione negativa del maiale, presente nel pensiero ebraico e cristiano e comprendere l’abbinamento iconografico santo-maiale immondo, è utile conoscere alcuni avvenimenti storici e leggendari. 

Nel secolo XI, dopo la creazione dell’Ordine ospedaliero degli Antoniani, fu concesso ai monaci anche il diritto di allevare maiali che circolavano liberamente nelle città e nei luoghi ove sorgevano i loro conventi. Tale disposizione risultava necessaria dal momento che i maiali girando in villaggi e città provocavano numerosi danni. 

L’allevamento vero e proprio, tuttavia, era svolto per conto dei monaci, gratuitamente e per devozione dei contadini i quali, ad opera compiuta ricevevano protezione per se stessi e per i lavori da effettuare durante il ciclo annuale di produzione. Il maiale in questo modo era “sacralizzato” e perdeva la sua connotazione demoniaca, dal momento che diventava il tramite più vicino perché le masse contadine ottenessero rassicurazione e promesse di fecondità e fertilità. 

L’iconografia rappresenta il Santo con il bastone tipico degli eremiti, un maiale ai piedi, a simboleggiare il demonio, un campanello e la fiamma. Proprio a causa del simbolo del maiale, S. Antonio divenne in breve il protettore degli animali domestici, mentre la fiamma ricorda la sua capacità di guaritore dell’ergotismo (fuoco di Sant'Antonio).


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